Filosofia delle Trasformazioni: imparare a stare dentro il cambiamento

La Filosofia delle Trasformazioni è nata da una convinzione: la trasformazione non è qualcosa che possiamo mettere fuori dalla porta. Ci siamo già dentro.

Nel vecchio progetto mettevo insieme filosofia, coscienza, identità, tecnologia ed etica per provare a leggere il presente. Oggi voglio ripartire da lì, ma con una domanda ancora più personale: come cambia una persona mentre cambia il mondo intorno a lei?

Prima osservare, poi trasformare

Non tutte le trasformazioni sono uguali. Alcune le scegliamo, altre ci vengono incontro senza chiederci il permesso. Per questo penso che il primo gesto sia osservare.

Osservare significa accorgersi delle proprie esperienze, delle persone, degli strumenti che usiamo e delle idee che cambiano dentro di noi. Solo dopo possiamo provare a dare un significato a quello che sta succedendo.

La trasformazione come percorso

Per me trasformarsi non significa diventare qualcun altro. Significa continuare a essere se stessi mentre si attraversano esperienze nuove.

È qui che ritorna il mio percorso: vivere, osservare, pensare, trasformare e scrivere. Non come una formula perfetta, ma come un modo personale per dare ordine a quello che incontro.

La trasformazione non cancella ciò che siamo. Può diventare il modo con cui scopriamo chi siamo.

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